Nel marzo del 1978 si svolge
presso la Galleria Persano di Torino una mostra di Pistoletto, preceduta
dalla collocazione di uno specchio sull’altare della Chiesa
di San Sicario, paese montano dove l’artista periodicamente
risiede. Attraverso le opere esposte, le azioni e le discussioni
col pubblico nel corso dell’inaugurazione, Pistoletto presenta
e annuncia due fondamentali direzioni - Divisione e moltiplicazione
dello specchio e L’arte assume la religione
- in cui si svilupperà il suo lavoro. La prima nasce dalla
constatazione che lo specchio può riflettere qualsiasi cosa
tranne se stesso. Dividendo però in due lo specchio e spostando
progressivamente le due metà ad angolo, sull’asse della
loro divisione, gli specchi si moltiplicano. Questo fenomeno è
alla base sia di una serie di opere che del principio della suddivisione
come fondamento universale di ogni sviluppo organico e, sul piano
sociale, della condivisione come logica alternativa a quella dell’accumulazione
e dell’esclusione.
L’Arte assume la religione pone l'arte in relazione
alla spiritualità e costituisce una prima attribuzione di
centralità all’arte che Pistoletto svilupperà
in seguito con Progetto Arte e Cittadellarte.
“Sono intervenuto tagliando lo specchio insieme
alla cornice in cui lo avevo posto, così le due mezze parti
della cornice, rimanendo attaccate ai due specchi, testimoniavano
l’unità da cui questi derivavano. Una serie di lavori
ed operazioni sullo specchio tagliato sono proseguite in vari
luoghi e circostanze, da Corpus Christi negli USA ad Aalborg in
Danimarca. Contemporaneamente procedevano gli interventi della
“Collaborazione” iniziata nel 1967 col manifesto di
apertura del mio studio, in questo modo si delineavano i paralleli
tra una parte teorica del mio lavoro e una parte pratica. La parte
teorica è rappresentata dallo specchio e la parte pratica
è costituita dalla collaborazione. La mia individualità
paragonata all’unicità dello specchio si divide e
si moltiplica nella creazione a due. (…)
A San Sicario ho collocato uno specchio al posto del quadro che
stava nella cornice barocca sull’altare della Chiesa. Infatti,
come avevo sostituito all’inizio degli anni Sessanta lo
specchio alla tela, sulla parete della casa, della galleria d’arte
e del museo, ora ho sostituito con lo specchio la tela che sta
sull’altare. (…) Al principio del nostro secolo, l’arte
ha ritrovato la propria autonomia (con le avanguardie storiche)
cessando di rappresentare le immagini del potere religioso e politico,
ma è rimasta distante dalla gente perché l’autonomia
ha raggiunto soltanto l’aspetto estetico. È venuto
ora il momento di dare all’arte la sua autonomia anche in
senso pratico. (...) L’arte assume la religione vuol dire
che l’arte fa dichiaratamente propria quella parte rappresentata
dalle strutture che amministrano il pensiero (come la religione).
Questo non per sostituirsi ad esse ma per sostituire ad esse un
diverso sistema di interpretazione destinato ad estendere nella
gente la capacità di esercitare autonomamente le funzioni
del pensiero.” (M. Pistoletto, Divisione e moltiplicazione
dello specchio - L'arte assume la religione, Galleria Persano,
Torino 1978 )
Dall’aprile del 1978 Pistoletto è
ospite per un anno a Berlino del DAAD (il servizio di scambio
accademico tedesco). Durante questo soggiorno la National Galerie
presenta un gruppo di suoi quadri specchianti, esposti tra le
opere della collezione permanente del museo. Altri tredici suoi
lavori sono disseminati in altrettanti luoghi pubblici della città.
Nella galleria Schweinebraden, nel settore est di Berlino, Pistoletto
si presenta all'inaugurazione di una sua mostra, intitolata Un'isola
nel tempo, indossando un abito da gentiluomo del diciassettesimo
secolo. Qui espone anche il disegno di un ponte, che sarà
il logo della Creative Collaboration, realizzata da Pistoletto
negli Stati Uniti l’anno successivo.