Il presente |
Nel
1960 dipinge alcuni autoritratti in cui si raffigura a dimensioni
reali, sempre più immobile e inespressivo, come un prototipo
di comune essere umano, su fondi monocromi in oro, argento e rame.
Nel 1961 avviene infine la svolta che porta ai quadri specchianti.
Su una tela dipinta di nero stende uno spesso strato di vernice trasparente.
Apprestatosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente
di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza più bisogno
di usare uno specchio per osservarsi.
“Quando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l’ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo più guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela. Nel quadro successivo girai la figura di spalle, perché ancora gli occhi dipinti erano artificiali, mentre quelli del riflesso apparivano veri come quelli della figura che ora stava sulla superficie del quadro guardando nel quadro. Infatti essa, essendo adesso girata nella mia stessa direzione, possedeva i miei stessi occhi.” (M. Pistoletto, Il rinascimento dell’arte, 1979 - manoscritto inedito) “L'uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell'ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto di istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre “presente” che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo” (M. Pistoletto, Oggetti in meno, Galleria La Bertesca, Genova 1966) |
| MICHELANGELO
PISTOLETTO |
Opere
|
||||